sabato 12 febbraio 2011

PAC e PSR

Ecco cosa è costretta a fare una studentessa quando i Prof. non hanno dispense e passano tutto le lezioni a parlare...parlare...ebbene sì! Ho trascorso un pomeriggio intero (sabato pomeriggio precisiamo!) a fare riassunti con materiale di internet, vecchio materiale dell'esame di economia e politica agraria, libri e appunti di lezione fino ad ottenere un qualcosa di approfondito e non trovabile per intero su internet ( se non power point schematici) sulla PAC dalla Trattato di Roma fino all'attuale PSR!! E sono soddisfata... :))
Per chi si trovasse in piena crisi pre esame...eccovi le dispense!!! spero siano d'aiuto a qualche studente! bacioni!


1. La nascita della PAC
Le principali caratteristiche della struttura agricola nel subito dopo guerra (anni ’50) furono le seguenti:
-         Ridotta dimensione delle aziende
-         Scarsa autosufficienza alimentare
-         Incertezza dell’autoapprovvigionamento
-         Variabilità dei mercati mondiali
-         Arretratezza tecnologica del sistema agricolo
-         Pressioni delle organizzazioni degli agricoltori

1.1 Obiettivi della PAC
Nel 1957 il trattato di Roma istituì la CEE
Nel 1958 alla conferenza di stresa furono tracciate le prime linee generali della PAC per perseguire gli obiettivi:
-         Incrementare la produttività dell’agricoltura (sviluppo e progresso tecnologico, migliore impiego dei fattori produttivi)
-         Assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola (incrementare il reddito individuale)
-         Stabilizzare i mercati
-         Garantire la sicurezza degli approvvigionamenti
-         Assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori
-         Ridurre il divario tra nord e sud

Strumenti di intervento
-         Politica dei prezzi
-         Politica delle strutture

Politica dei prezzi
Per realizzare questa politica agricola comune la CEE ha creato quelle che sono chiamate le Organizzazioni Comuni di Mercato, una per ogni settore. Le OCM sono una serie di norme che dettano regole comuni di gestione del mercato di un settore: prezzi al produttore e prezzi al consumo, dazi all'importazione, sostegno del mercato interno, ecc. Tali regole, dettate tra il 1962 e il 1968, hanno cominciato a funzionare in maniera definitiva dal 1970. Le OCM rappresentano quindi le modalità di funzionamento del mercato con cui i produttori agricoli hanno operato negli ultimi 20 anni e con cui operano anche oggi.
Le OCM sono state costruite secondo i seguenti criteri:
1.      unicità di mercato: cioè il tentativo di rendere perfettamente commerciabili le derrate agricole tra i paesi membri, eliminando ogni ostacolo (dazi doganali, tasse ecc.). Come si vedrà la costruzione di un tale mercato unico non si è mai completata a causa di barriere tariffarie e non tariffarie.
2.      la preferenza comunitaria: cioè la protezione della produzione comunitaria rispetto alle importazioni dai paesi terzi.
Tramite le OCM (organizzazione comune di mercato) la PAC esercita una notevole influenza sul valore della produzione agricola comunitaria: per ciascun prodotto si definiscono i prezzi di scambio delle merci agricole, i prezzi d’intervento (cioè il prezzo minimo garantito di ritiro della produzione), i prelievi alle importazioni e le restituzioni alle esportazioni.
§         Il meccanismo di intervento, attuato tramite i “prezzi di intervento” è il seguente: se il mercato fa scendere i prezzi interne nella CEE di un particolare prodotto al di sotto del livello previsto ( a causa di riduzione della domanda da parte dei consumatori o di un’offerta elevata), il FEOGA acquista la produzione e ne assicura lo stoccaggio, al fine di rivenderla quando il prezzo sia tornato remunerativo o di trasformarla industrialmente.
§         Per evitare le importazioni da paesi terzi: veniva istituita una forma di regolamentazione, il cosiddetto prelievo sulle importazioni e cioè un dazio aggiuntivo che si sommava ai normali diritti doganali per assicurare che il prodotto agricolo europeo non fosse più caro di quello importato in Europea.
      Per evitare che i surplus si trasformassero in perenni eccedenze, si incentivano gli agricoltori europei ad esportare al di fuori del mercato comune: la PAC assicurava, infatti, restituzioni alle esportazioni di prodotti europei. Tali sussidi erano in funzione delle differenze tra i prezzi interni alla comunità e quelli esteri. Grazie a tali sovvenzioni le merci europee diventavano competitive sul mercato mondiale.
3.      La solidarietà finanziaria: cioè un sistema di sostegno che viene posto a carico di tutti i paesi partner. Un’importante caratteristica della PAC riguarda l’asimmetria con cui si distribuisce l’intervento finanziario, in quanto sono stati favoriti alcuni prodotti anziché altri, e alcuni Paesi più di altri; inoltre, è stata finanziata soprattutto l’attività delle medio-grandi imprese a scapito dei piccoli produttori.

Politica delle strutture
L’obiettivo principale di tale politica consiste nel modernizzare e omogeneizzare le strutture dell’agricoltura europea attraverso un impostazione orizzontale (non per comparti ma per tutto il settore agricolo).

Il sostegno accoppiato (accoppiamento)
Vengono erogati pagamenti compensativi in funzione delle quantità prodotte; gli effetti più visibili di questo modello sono:
·        Aumento della produzione
·        Aumento delle spese di bilancio

1.2 Le prime crisi della PAC (primi anni ’80)
Fintanto che la Comunità non era autosufficiente dal punto di vista agricolo, il meccanismo di incentivazione della PAC che premiava le quantità prodotte poteva essere considerato in un certo senso vantaggioso.
In breve tempo questo sistema ha però rilevato tutta una serie di limiti, in quanto la comunità è passata da una situazione deficitaria ad una eccedentaria per la maggior parte dei suoi prodotti agricoli.

1.3 Limiti della PAC
§         I prezzi assicurati e le garanzie offerte dal regime d’intervento e di aiuti alla produzione rappresentano incentivi che determinano un aumento progressivo della produzione ad un ritmo superiore alla capacità di assorbimento del mercato; nel periodo 1973-1988 il volume della produzione agricola nella CEE aumenta del 2% annuo, a fronte di un incremento dei consumi interni di appena lo 0,5% all’anno; tutto ciò porta alla costituzione di costose eccedenze in quasi tutti i settori.
§         Aumenta la tensione nelle relazioni internazionali con taluni partner commerciali, quali gli Stati Uniti, a causa del persistere dei dazi alle importazioni e degli incentivi alle esportazioni europee.
§         In talune regioni la produzione intensiva ha ripercussioni negative sull’ambiente: l’aver premiato la semplice quantità di produzione e non la sua qualità, favorisce l’uso di concimi e diserbanti chimici che peggiorano notevolmente l’equilibrio ambientale.
§         L’impatto più importante è che la PAC incomincia a gravare sulle finanze comunitarie che si vedono costrette a rifiutare finanziamenti alle attività industriali, tecnologie o infrastrutturali a causa dell’impiego da destinare continuamente all’agricoltura.



2. La seconda riforma della PAC (1988-1992)
Nel 1988 vennero introdotte misure ancora più restrittive per cercare di risolvere il problema delle eccedenze e per contenere la crescita della spesa agricola:
§         Politica dei prezzi più restrittiva;
§         Introduzione degli stabilizzatori finanziari per ciascuna organizzazione di mercato, i cui principi di funzionamento si fondavano sulla fissazione di un Quantitativo massimo garanto (QMG), superato il quale scattava una riduzione automatica del sostegno comunitario per l’anno successivo a quello per il quale si registrava il superamento;
§         Proseguimento nell’applicazione dei prelievi di corresponsabilità (un sistema per penalizzare chi aveva superato certi livelli di produzione annua nella campagna precedente);
§         Estensione del regime delle quote di produzione ad altri settori (tabacco, pomodoro, vigneti).
§         Introduzione del set-aside volontario, con la concessione dei premi per la non coltivazione dei seminativi;
§         Misure a favore della riconversione dei terreni e dell’estensivizzazione;
§         Misure a favore della forestazione dei seminativi ( produzione di legno dove la comunità era deficitaria).

3. La riforma Mac Sharry (1992-1999)
La politica del 1988 non produsse gli effetti sperati e si sentiva sempre più una duplice esigenza:
§         Adeguare i contenuti della PAC all’evoluzione delle altre politiche comuni e agli obiettivi fissati dall’unione europea (mercato unico e moneta unica);
§         Rispondere alle indicazioni verso una crescente liberalizzazione dei mercati.

Il principio fondamentale della riforma consiste nella modifica della strategia d’intervento pubblico in campo agricolo: si propone uno spostamento degli incentivi dal sostegno dei prezzi al sostegno del reddito agricolo.

Obiettivi della riforma
Gli obiettivi della riforma Mac Sharry sono:
1.    riduzione graduale dei prezzi di intervento (33%)
2.   forma di disaccoppiamento parziale e non totale, in quanto i pagamenti compensativi sono in  parte ancora legati alle superfici coltivate
3.   riduzione delle superfici coltivate (set aside obbligatorio) 
4.   misure di accompagnamento
5.   integrazione al reddito (sostegno diretto al produttore)
6.   maggiore attenzione ai problemi ambientali

1.      Il primo elemento si riferisce alla diminuzione dei prezzi interni, riduzione finalizzata ad avvicinare tali prezzi a quelli del mercato mondiale. Tale modifica ha riguardato:
  • Il settore dei seminativi, con una riduzione del 29%;
  • Il settore delle carni bovine, con una riduzione del 15%.
2.      Il secondo punto attiene alla tutela della redditività delle aziende agricole: sono stati istituiti dei pagamenti compensativi che bilanciano la riduzione dei prezzi comunitari di sostegno. E con tale riforma che si inizia a mettere in discussione la forma di accoppiamento (sostegno accoppiato alle quantità prodotte) e si inizia a introdurre una forma di disaccoppiamento parziale e non ancora totale in quanto i pagamenti sono accoppiati alla qualità di produzione ma in minima parte ancora alle superfici coltivate e ai capi allevati.
3.      I fattori che influenzano i pagamenti compensativi sono diversi e numerosi da prodotto a prodotto; per esempio, nel caso dei cereali, il pagamento compensativo è di norma subordinato al ritiro dei terreni dalla produzione, con un premio di messa a riposo (set-aside); tale misura si è dimostrata efficace ai fini della riduzione della produzione.
4.      Il quarto aspetto della riforma attiene alle misure di accompagnamento;
      Le misure di accompagnamento sono state sostenute attraverso tre regolamenti:
      -   Regolamento 2078\92 : misure agroambientali
le finalità perseguite sono:
-          La riduzione dell’impiego di concimi  e fitofarmaci;
-          L’estensivizzazione delle produzioni vegetali;
-          La riduzione della densità dei bovini e ovini;
-          La formazione professionale degli agricoltori.
      -   Regolamento 2079\92 : prepensionamento
Consente agli stati membri di concedere aiuti agli imprenditori e ai lavoratori agricoli di età non inferiore ai 55 anni che vogliono cessare l’attività prima dell’età pensionabile normale. In questo modo si vanno a incentivare i giovani agricoltori.
      -   Regolamento 2080\92 : forestazione
Promuove un’utilizzazione alternativa dei terreni agricoli e lo sviluppo di attività forestali nelle aziende agricole; inoltre, favorisce anche l’ampliamento del patrimonio boschivo europeo.

Modifica delle OCM
La riforma Mac Sharry intervenne modificando le OCM dei prodotti “strategici”, come il comparto seminativi e carni bovine.

-         Comparto seminativi:
         abbassamento dei prezzi garantiti (29%);
         introduzione di pagamenti per ettaro (condizionati dalla messa a riposo di parte della superficie      aziendale).

-         Carni bovine:
         abbassamento del prezzo di intervento (15%);
         promozione di forme di allevamento di tipo estensivo;
         adozione di provvedimenti a favore della qualità;
         pagamenti per capi allevati.

Problemi aperti dopo la riforma Mac Sharry
All’inizio degli anni ‘90, si sentì la necessità di una nuova riforma della PAC che consentisse di adeguarne i contenuti alle nuove evoluzioni del quadro europeo e internazionale; le motivazioni furono:
         Problemi di bilancio:
-          necessità di controllo della spesa agricola
         Necessità di riequilibrio tra intervento sui mercati e misure di sviluppo rurale;
         Eccessivi vincoli alle produzioni (quote e set aside);
         Scarso incentivo alla competitività;
         Avanzamento del processo di integrazione europea e futuro allargamento dell’UE ai PECO;
         Necessità di rispondere ad una domanda di mercato più attenta all’ambiente, alla salubrità e alle qualità degli alimenti;
         Crescita degli impegni internazionali sul fronte della liberalizzazione del commercio (nuova trattativa WTO).





4. Agenda 2000 (2000-2003….2006?)
Da tutto ciò nacque il percorso che porterà alla nuova riforma di Agenda 2000, documento della Commissione, presentato nel luglio del 1997, che fornisce le prospettive dell’Unione Europea per il periodo 2000-2006.
L’importanza di Agenda 2000 risiede principalmente nel fatto di aver definito i punti cardinali di un modello agricolo europeo.
L’obiettivo di Agenda 2000 è, dunque, quello di preservare il ruolo dell’attività agricola; questa nuova politica non riguarda esclusiva mento i produttori, ma anche, la popolazione rurale, i consumatori e la società nel suo complesso.

E’, infatti, con Agenda 2000 che si inizia a parlare di:
-          Sviluppo rurale
-          Salubrità degli alimenti e benessere degli animali

E’ in questo contesto che si inserisce il concetto di multifunzionalità; una visione multifunzionale dell’attività non significa abbandono dell’agricoltura, bensì, integrazione di nuove funzioni:
-          Funzione sociale: sostegno all’occupazione e al reddito nel quadro di strategie dello sviluppo rurale;
-          Funzione di servizio alla collettività: tutela ambientale, conservazione e miglioramento del paesaggio, attività turistica.
Accanto al concetto di multifunzionalità, si affianca quello di competitività, intesa come la capacità di sostenere la concorrenza di mercato, soprattutto in vista di una diminuzione dei sostegni. La competitività può essere:
-          Sui costi;
-          Sulla qualità;
-          Sull’integrazione di filiera;
-          Sul sistema (competitività territoriale).
Agenda 2000 ha definito per molti prodotti (cereali, carni bovine, vino) una riduzione considerevole del sostegno diretto ai prezzi.

La voce agricoltura è suddivisa in 2 sezioni:
§         1° Pilastro, rappresentato dalle spese per la politica dei mercati ( a cui va il 90% circa delle risorse finanziarie);
§         2° Pilastro, rappresenta dalle spese per lo sviluppo rurali ( a cui va il 10% circa delle risorse finanziarie).
Uno dei principali elementi introdotti nella PAC da Agenda 2000 è il cosiddetto Regolamento orizzontale ( Reg. CEE 1259/99), avente lo scopo di ridurre i finanziamenti della politica dei mercati per incrementare quelli relativi allo sviluppo rurale; nell’ambito del regolamento sono introdotte alcune disposizioni:
§         Condizionalità ecologica o eco-condizionalità: attribuisce agli stati membri la facoltà di fissare dei requisiti in materia di protezione ambientale;
§         Modulazione: spostamento dei sostegni dal primo pilastro al secondo pilastro.

Fondi strutturali:
I Fondi strutturali che consentono attualmente all'Unione europea di erogare contributi destinati a risolvere problemi strutturali di ordine economico e sociale sono:
         Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),
         Il Fondo sociale europeo (FSE),
         Il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia FEOGA.
Tale fondo si compone di due sezioni, la sezione Orientamento e la sezione Garanzia.
-          Sezione garanzia: finanzia la spesa comunitaria nell’ambito della politica dei prezzi e dei mercati;
-          Sezione orientamento: finanzia la politica strutturale, aiuti per l’ammodernamento delle aziende, insediamento dei giovani agricoltori, formazione professionale.
Nel corso del tempo si assiste ad uno spostamento delle risorse dalla sezione garanzia alla sezione orientamento.

In conclusione, Agenda 2000 è comunque una riforma “provvisoria”, in previsione di una revisione di medio termine (2003), resa necessaria da:
-         L’allargamento unione europea
10 nuovi stati membri.
-         La nuova direttrice di bilancio dell’UE
Riduzione della spesa agricola sul bilancio comunitario
-         Negoziato WTO
Conferenza WTO di Cancun nel 2003.
-         Rilegittimazione della PAC nei confronti della società
Giustificare il sostegno agricolo di fronte all’opinione pubblica.

5.      Riforma Fischler (2003-2013)
L’accordo approvato nel giugno 2003 è ben più di una revisione di metà percorso di Agenda 2000, tanto che il testo è stato definito riforma Fischler.

Obiettivi della riforma:
-          Potenziare la competitività dell’agricoltura europea, orientandola al mercato;
-          Promuovere la qualità dei prodotti agricoli e la tutela dell’ambiente;
-          Promuovere il rispetto in materia di sicurezza alimentare, di benessere e salute degli animali, e di buone condizioni agronomiche e ambientali;
-          Rafforzare lo sviluppo rurale;
-          Semplificazione burocratico-legislativa.

La riforma della PAC si basa sui seguenti punti:
-          Disaccoppiamento
Il pagamento unico aziendale consiste in un versamento erogato agli agricoltori che svolgono un’attività agricola rispettando alcune norme relative all’ambiente, alla qualità degli alimenti, al benessere e alla salute degli animali, e mantengano la terra in buone condizioni agronomiche e ambientali. Il regolamento prevede come beneficiare del pagamento unico aziendale gli agricoltori che hanno fruito nel periodo 2000-2002 di almeno uno dei regimi di sostegno ammessi al disaccoppiamento.
Inoltre, sono garantiti dei pagamento supplementari per gli agricoltori che favoriscono la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, migliorando la qualità e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

Registro nazionale dei titoli (RNT)
Nell’ambito della gestione dei titoli di aiuto è stata prevista l’istituzione, presso Agea, del Registro Nazionale dei Titoli (RNT), nel quale saranno iscritti, per ogni agricoltore intestatario, i relativi titoli “identificati univocamente e distinti per tipologia e valore”. Il Registro conterrà una sorta di scheda per ogni agricoltore intestatario, in cui i titoli saranno contrassegnati da tre informazioni:
- il codice identificativo;
- la tipologia: titoli ordinari, di ritiro, speciali, da riserva;
- il valore in euro.
I titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro dello stesso Stato membro in tre forme:
- per successione;
- per affitto: l’affitto dei titoli può avvenire in forma onerosa o mediante altri tipi di cessione (es. comodato), ed è consentito soltanto se al trasferimento dei titoli si accompagna il trasferimento di un numero equivalente di ettari ammissibili;
- per compravendita, anche a titolo oneroso, con o senza terra: la compravendita “con la terra” è un trasferimento definitivo dei titoli con un numero equivalente di ettari ammissibili ed è assoggettata a delle trattenute; la compravendita “senza terra” è un trasferimento definitivo di soli titoli ed è assoggettata a due vincoli: il trasferimento può avvenire solo dopo che l’agricoltore ha utilizzato l’80% dei suoi titoli per almeno un anno civile ed è assoggettato a delle trattenute.
-          Condizionalità ecologica
La condizionalità consiste nell’erogazione del pagamento a condizione che le attività agricole vengano svolte rispettando dei criteri:
-          criteri di gestione obbligatoria
-          buone condizioni agronomiche e ambientali
-          Modulazione
è uno strumento ideato per trasferire “modelli” di risorse dal 1° pilastro (politiche di mercato) al 2° pilastro (sviluppo rurale). La riduzione procederà in maniera progressiva:
-          Al 3% nel 2005;
-          Al 4% nel 2006
-          Al 5% tra il 2007 e il 2012
-          Disciplina finanziaria (meccanismo volto ad impedire che venga superato il bilancio agricolo fissato fino al 2013);
-          Revisione di alcune OCM

6.      Health check della PAC
Nel 2008 la Commissione Europea ha formulato alcune proposte legislative, da approvare entro dicembre del 2008 e la cui entrata in vigore è prevista per gennaio 2010 ( ma alcune riforme saranno effettive a partire da gennaio 2009) che modificano e completano le misure previste dalla riforma Fischler della PAC. Tale pacchetto di proposte è noto come Health check.

Le principali novità riguardano:
-          Regime di pagamento unico (RPU)
Regionalizzazione: possibilità di attuare il disaccoppiamento degli aiuti diretti della PAC a livello territoriale anziché aziendale, assegnando un pagamento uguale per tutti gli agricoltori di una certa “regione”, intesa come un’area omogenea individuata con criteri obiettivi; questa scelta potrebbe eliminare alcuni svantaggi legati al disaccoppiamento.
-          Disaccoppiamento totale
In considerazione della riforma RPU , la proposta della Commissione tende ad eliminare gli aiuti accoppiati, integrandoli pienamente in questi ultimi
-          Sussidi all’export
L’UE ha accettato di eliminarli entro il 2013 nell’ambito del WTO
-          Revisione del sistema delle quote latte
Abolizione delle quote latte entro prevista per il 2015
-          Set-aside
La Commissione propone di abolire il ritiro dei seminativi dalla produzione a partire dal 2009.


Le quattro nuove sfide dello sviluppo rurale
Vengono proposte una serie di modifiche che vanno a ripercuotersi anche sui contenuti del Piano di sviluppo rurale e che tengono conto dei seguenti aspetti:
-          cambiamenti climatici e rispetto del protocollo di kyoto;
-          energie rinnovabili e biocarburanti;
-          gestione delle risorse idriche;
-          declino della biodiversità.

7.      Le proposte per la nuova politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013
In continuità con quanto avviato da oltre un ventennio, l’Unione Europea continua a ritenere prioritario il rafforzamento della politica di sviluppo rurale.
Il regolamento indica che la politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 sia incentrata sui tre assi tematici seguenti:
·         Asse I) Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale;
·         Asse II) Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale;
·         Asse III) Miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell'economia rurale.
Nella programmazione per lo sviluppo rurale 2007-2013 sono presenti alcune grandi novità. E’stato istituito il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), unico strumento di finanziamento e di programmazione.
Ulteriore elemento di novità di questo periodo è la definizione di una sola e coerente  strategia per lo sviluppo rurale nell'intera UE, descritta negli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC); Conseguentemente a quanto disciplinato dagli OSC ogni Stato Membro predispone un Piano Strategico Nazionale (PSN) che individua le esigenze, gli obiettivi e le strategie delle politiche di sviluppo rurale nell’intero Paese e il Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Laddove i poteri in tema di agricoltura e sviluppo rurale sono delegati alle regioni, come avviene in Italia, sono queste a predisporre - in coerenza con il PSN ma comunque con la possibilità  di specificare ulteriormente i propri obiettivi, strategie e strumenti di intervento – i propri PSR.

7.1 La PSR Puglia
Conformemente alle disposizioni comunitarie e in coerenza con gli Orientamenti Strategici Comunitari e con il Piano Strategico Nazionale, la Regione Puglia ha redatto il proprio Programma di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013, approvato dalla Commissione Europea nel febbraio 2008.

Gli obiettivi del PSR Puglia
Il PSR persegue gli obiettivi (che corrispondono agli Assi) di
1.      accrescere la competitività del settore agricolo e forestale sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l’innovazione
2.      migliorare l’ambiente e lo spazio rurale
3.      Promuovere la qualità della vita nelle zone rurali e incentivare la diversificazione delle attività economiche
A questi si aggiunge un Asse 4 “Approccio Leader”, che. Con la supervisione della Regione, delega ai Gruppi di Azione Locale (GAL), per la loro elevata prossimità ai territori rurali, la realizzazione del miglioramento della governance locale.

La strategia del PSR Puglia
La prima scelta adottata è quella della concentrazione degli interventi, perseguita attraverso una selezione delle misure regolamentari; A ciò si associa una concentrazione tematica, una concentrazione fisica del sostegno, soprattutto per gli aiuti alle imprese e, infine, una concentrazione territoriale.
La seconda scelta è quella della qualificazione mirata delle produzioni agricole  e della creazione e rafforzamento del sistema di commercializzazione dei prodotti agricoli, che rappresenta l’elemento fondamentale per la sussistenza di un comparto agroalimentare regionale.
Un altro principio di azione è quello della diversificazione delle produzioni agricole che si rende necessario a causa della notevole rigidità strutturale del sistema produttivo agricolo regionale.
Di grande rilievo è inoltre, la scelta della creazione di un sistema di servizi all’impresa, resa indispensabile anche alla luce della riforma della politica agricola comune; Ulteriore principio chiave è il miglioramento dell’attrattività delle aree rurali, sia per le persone che per gli investimenti, attraverso la realizzazione sia di interventi di natura infrastrutturale che di servizio alla popolazione. Una maggiore vivibilità dei territori rurali può rappresentare una condizione di base sia per limitare i fenomeni di esodo.

Impatti del PSR
-          Crescita economica, soprattutto le misure dell’asse 1 contribuiranno all’incremento della crescita economica del settore agricolo per oltre l’80%;
-          Posti di lavoro creati;
-          Produttività del lavoro;
-          Ripristino della biodiversità;
-          Conservazione di habitat agricoli e forestali di alto pregio naturale;
-          Miglioramento della qualità delle acque
-          Contributo all’attenuazione dei cambiamenti climatici: mediante l’aumento della fissazione del carbonio nelle foreste e la riduzione delle emissioni di CO2

Le misure del PSR Puglia
Il PSR Puglia 2007-2013 è articolato in 4 assi e 28 misure.

















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